“Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.”

L’articolo 7 stabilisce il principio di laicità dello stato che secondo noi è una delle più grandi conquiste della democrazia europea.

Citando Cavour con il suo “libera chiesa e libero stato” e, fonte anche più autorevole, Gesù che predicava “date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” è innegabile come la separazione di potere temporale e spirituale sia fondamentale per uno stato democratico.

Attualizzando (2020) e riassumendo l’articolo con una frase da giovini “Francesco non può fare i DPCM e Conte non interpreta il vangelo.”

L’articolo cita anche i Patti Lateranensi, naturalmente riadattati dalla prima edizione fatta sotto Mussolini, che sono composti da un trattato e un concordato.

Il trattato è di natura economica ed ha rilevanza per lo più storica in quanto obbligava lo stato italiano

a pagare un’indennità alla chiesa oltre alla concessione di vari immobili.

Erano previste anche delle agevolazioni fiscali per la chiesa che oggi non sono più previste e sostituite dall’ 8×1000.

Con il concordato lo stato italiano ci guadagnava il riconoscimento di Roma come capitale da parte del papa (sad Turin noises), mentre a favore del pontefice la religione cattolica diventava obbligatoria a scuola (ora non lo è più) e venivano riconosciuti gli effetti civili del matrimonio cattolico che sono naturalmente tutt’oggi garantiti.

A dimostrare l’inadeguatezza ai tempi correnti dei patti lateranensi sono state rimosse molte parti dalla versione originale come il fatto che lo stato dovesse fornire al papa dei Bodyguards…

Una questione alquanto spinosa da trattare (perlomeno qualche anno fa) è la presenza del crocifisso nelle scuole in quanto anche dalle istituzioni non ci sono sempre stati fronti coesi sull’argomento, per esempio in Italia il consiglio  di stato si è pronunciato a favore del crocifisso nel 2006 mentre 3 anni dopo la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo lo ritiene contro la libertà di religione per correggersi poi nel 2011 sostenendo che in fondo (e cito) “va bene perché non ti fa lavaggio del cervello”.

Facendo una panoramica in Europa più in generale vediamo come in Austria, Spagna e in alcune aree della Germania si possa mettere mentre in Belgio e Francia per esempio no.

In Italia il crocifisso è regolamentato dalla legge per elementari e medie mentre per il resto no.

Tra tutti i grandi stati europei il ragionamento che a noi sembra più corretto è quello di ….San Marino!

I sammarinesi sostengono che il crocifisso va affisso perché la maggioranza (di San Marino) è cattolica e il non metterlo significherebbe livellare le esperienze religiose e limitare la libertà di pensiero.
E voi cosa ne pensate? Dove studi/lavori c’è il crocifisso? Lasciacelo sapere nei commenti.


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