Riflessioni

Partire è uscire da sé…

 

"Partire è innanzitutto uscire da sé.

Rompere quella crosta di egoismo che tenta di imprigionarci nel nostro "io".

Partire è smetterla di girare intorno a noi, come se fossimo al centro del mondo e della vita.

Partire è aprirci agli altri, scoprirli, farsi loro incontro. Aprirci alle idee, comprese quelle contrarie alle nostre; significa avere il fiato di un buon camminatore.

Felice chi comprende e vive questo pensiero: "se non sei d’accordo con me, tu mi fai più ricco".. Aver vicino a sé un uomo che è sempre d’accordo, già prima che glielo chieda e incondizionatamente non è avere un compagno ma un’ombra.

Un buon camminatore sa che il grande viaggio è quello della vita, ed esso esige compagni, beato chi si sente eternamente in viaggio, e in ogni prossimo vede un compagno desiderato.

Un buon camminatore si preoccupa dei compagni scoraggiati e stanchi. Intuisce il momento in cui cominciano a disperare. Li prende dove li trova. Li ascolta, con intelligenza e delicatezza.

Soprattutto per amore, ridà il coraggio e il gusto del cammino. Andare avanti solo per andare avanti, non è vero camminare.

Camminare è andare verso qualche cosa; è prevedere l’arrivo, lo sbarco.

Ma c’è cammino e cammino. Per le minoranze, come lo fu per Abramo e Mosè, è mettersi in marcia e aiutare gli altri a camminare la stessa marcia per costruire un mondo più giusto ed umano".

 

 

 

 

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