INTRODUZIONE
Tra la fine del III secolo e l' inizio del IV, il capo della Chiesa cattolica decise che i cristiani avrebbero celebrato il natale il 25 dicembre, perché quel giorno i romani lo dedicavano al dio sole, una delle divinità più grandi di Roma, proprio perché dal sole dipende il ciclo della vita. La nascita era considerata dunque, come il sole, fonte di luce e di vita per l' uomo.
CANTO: DOVE NASCE LA PACE
1^ SCENA: PACCHETTI DI NATALE
Oggi il Natale non viene più considerato nel suo senso religioso; il 25 dicembre per moltissime persone non è più la celebrazione della venuta di Gesù tra gli uomini per illuminarli, ma un giorno da vivere nel lusso sfrenato e nel massimo consumo possibile. Nella maggior parte dei casi si spende una fortuna per scambiarsi regali costosi, che però sono spesso dettati da un senso di dovere più che dalla felicità di donare.
In questo modo vengono trascurate buone abitudini che un cristiano dovrebbe sempre osservare, come la carità, l' aiuto ai più bisognosi, l' essenzialità, e la celebrazione del natale nel senso religioso, cioè lodando Dio che ha mandato suo figlio per salvarci. Moderando magari le spese per le cose più futili e superflue si potrebbero fare importanti buone azioni, come aiutare persone che stanno male, o sono sole proprio nel periodo in cui dovremmo sentirci più fratelli e dovremmo aiutarci di più a vicenda. Il consumismo è quindi una forma di egoismo che, spingendoci a massimizzare il lusso per noi stessi, ci distoglie dall' impegnarci per gli altri più sfortunati che non possono ricambiare le nostre attenzioni per loro. Equilibrando le attenzioni per noi stessi e quelle per gli altri potremo vivere un Natale da veri cristiani.
CANTO: O E' NATALE TUTTI I GIORNI
E' quasi Natale e a Bologna che freddo che fa
Io parto da Milano per passarlo con mamma e papà
Il mondo forse no, non è cambiato mai
e pace in terra no non c'è e non ci sarà
perché noi non siamo uomini di buona volontà
Non so perché questo lusso di cartone
se razzismo guerra e fame
ancora uccidon le persone.
Lo sai cos'è, dovremmo stringerci le mani
... O é Natale tutti i giorni
o non é Natale mai...
E intanto i negozi brillano e brilla la TV
e le offerte speciali e i nostri dischi si vendono di più
Il mondo forse no, non é cambiato mai
e pace in terra forse un giorno ci sarà
perché il mondo ha molto tempo,
ha tempo molto più di noi
E intanto noi ci facciamo i regali il giorno che è nato Cristo
arricchiamo gl'industriali e intanto noi
ci mangiamo i panettoni il giorno che è nato Cristo
diventiamo più ciccioni
Lo sai cos'è, dovremmo stringerci le mani
... O é Natale tutti i giorni o non é Natale mai...
... O é Natale tutti i giorni o non é Natale mai…
2^ SCENA: GIOCARE A CARTE
Prima di natale ci sono preparativi allucinanti, facendo attenzione ad ogni particolare, perché tutto sia perfetto. Casa perfetta, alberi di Natale perfetto, presepe perfetto, con luci ed effetti speciali da film, ci vestiamo altrettanto perfetti come bambole di porcellana, belle da vedere, anzi bellissime, ma se qualcuno potesse aprirle vedrebbe che dentro sono vuote, come noi, il giorno di Natale , il giorno più atteso per fare regali e non perché nasce Gesù.
Non si bada a spese, e si usa il Natale come scusa per fare altre spese inutili, che sono un' offesa per i poveri. Altri invece non riescono proprio a fare festa e si accontentano di un po' di chiasso.
Il vero senso del Natale viene completamente ignorato, la semplicità e l' amore con cui dovremmo fare ogni cosa che ci è stata insegnata, facciamo finta di non sapere cosa significhi.
Il natale è Gesù che venendo tra noi avrebbe voluto insegnarci qualcosa di più che fare l' albero o il presepe. Però ci rimane più comodo pensare che in fondo il Natale sia questo e che, per far felice un persona, ci sia sempre bisogno di un regalo, basterebbe regalare un sorriso di conforto a chi ne ha bisogno. Ma il regalo è più di impatto, chi noterebbe un sorriso o il bene che un sorriso possa fare ad una persona, solo le persone più umili
riusciranno a capire il
Natale come i pastori di Betlemme e come anche le mamme e i papà che faticano e affrontano ogni giorno continui sacrifici, come i bambini, i malati, i poveri e tutti quelli che sentono il desiderio d' amore di perdono e di pace.
Ma quanto è più comodo non veder ed ignorare? Ormai Natale è quasi arrivato e penso che comunque non sia tardi per capire cosa veramente significhi per noi, vivendolo con umiltà e semplicità di cuore per festeggiare la nascita del nostro più grande amico.
CANTO: LA CARITA'
Se parlassi tutte le lingue della terra ma l' amore non ho,
sono un bronzo echeggiante, un cembalo sonante.
Avessi pur la profezia, conoscessi tutta la scienza,
possedessi una fede da trasportar le montagne, ma l' amore non ho…
sono niente perché un uomo, non è un uomo se non ama
sono niente perché un uomo, non è un uomo se non ama.
Distribuissi ai poveri i miei beni, e il mio corpo dessi alle fiamme,
ma se l' amore non ho,niente mi giova.
Passeranno le profezie, taceranno tutte le lingue,
la scienza un giorno finirà, ma l' amore mai tramonterà
perché tutto crede, tutto spera, tutto scusa, tutto soffre,
non va in cerca del suo, ma gode della verità.
3^ SCENA: BARBONE,
INDIFFERENZA
Siamo ormai tutti
abituati a considerare il natale cime una festa sia religiosa, fatta di
veglie, e preghiere, sia laica, con cene, regali e momenti da
trascorrere insieme a tutta la famiglia. In questa atmosfera giocosa e
movimentata spesso ci dimentichiamo che c’ è qualcuno che soffre.
Alcune persone o perché sono state abbandonate, dimenticate e non han
no
nessuno con cui festeggiare, altri invece anche avendo ne la possibilità
non ne hanno il motivo, perché soffrono o a causa di personali
condizioni di dolore o per quelle di persone loro vicine. Il Natale
dovrebbe essere il motivo di gioia per tutti e non solo per quelli più
fortunati. Il Natale è umiltà, solidarietà verso il prossimo, potremo
cercare di aiutare quelle persone dimenticate da tutti mettendo da
parte il nostro egoismo per far vivere anche ai meno fortunati un Natale
diverso dai soliti giorni dell’ anno.
CANTO: CANTICO DI SAN GIUSEPPE
Figlio venuto dall' eterno, voglio cantare un canto per tua madre, per questa donna, che volevo mia, per questa donna.
Per le sue mani docili al lavoro per la sua fronte chiara nella sera, per la sua voce che mi fa tremare, per la sua voce.
Voglio cantare la mia sposa, lei fra le genti, nei secoli beata, per la sua fede grande nel Signore, per la sua fede.
Per il suo grido quando tu sei nato, per le sue labbra bianche di dolore, per il suo sangue sparso sul suo manto, per il sangue.
Grazie per quello che mi hai tolto, grazie Signore per quello che mi hai dato e per quest' ora e per questa notte, e per quest' ora.
Per i suoi occhi chiusi nel riposo, per la sua testa sopra la mia spalla, per il suo sonno mentre tutto tace, per il suo sonno, per la pace.
Nascita di Gesù e visita dei pastori

1 In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. 2 Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. 3 Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. 4 Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, 5 per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. 6 Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. 7 Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.
8 C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. 9 Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, 10 ma l'angelo disse loro: "Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11 oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. 12 Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia". 13 E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva:
14 "Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e pace in terra agli uomini che egli ama".
15 Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: "Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere". 16 Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. 17 E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18 Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. 19 Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.
20 I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.

INTERVENTO CONCLUSIVO DI DON FRANCO
CANTO: CHI CI SEPARERA'
Chi ci separerà dal suo amore,
la tribolazione, forse la spada?
Né morte o vita ci separerà
Dall' amore in Cristo Signore
Chi ci separerà dalla sua pace,
la persecuzione, forse il dolore?
Nessun potere ci si separerà
Da colui che è morto per noi.
Chi ci separerà dalla sua gioia,
chi potrà strapparci il suo perdono?
Nessun al mondo cu allontanerà
Dalla vita in Cristo Signore